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Riscaldamento Industriale a Biomassa Legnosa

[fa icon="calendar"] 21-ott-2016 11.00.00 / da Francesco Tosi

Francesco Tosi

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Oggi è possibile affermare che la biomassa sta diventando una fonte energetica di primario interesse. Sempre più spesso i generatori alimentati a biomassa vengono scelti per nuovi impianti o per le riqualificazioni, in sostituzione di vecchi generatori a gas naturale/combustibili fossili, per la produzione di acqua calda a servizio di industrie o reti di teleriscaldamento.

Possiamo distinguere la biomassa in due categorie principali: biomasse di origine forestale, ottenute dalla gestione e manutenzione delle aree boschive, e biomasse derivanti da scarti di lavorazione dell’industria del legno. L’analisi della quantità e qualità del combustibile a disposizione è indispensabile per la corretta progettazione della centrale a biomassa e per la scelta del generatore idoneo.

All’interno della camera di combustione avviene una reazione chimica di ossidazione fra il combustibile (biomassa legnosa) e il comburente (ossigeno) con la produzione di calore (reazione esotermica) e dei prodotti della combustione.

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La combustione della biomassa avviene principalmente in tre fasi:

  • Essicazione (evaporazione dell’acqua)
  • Pirolisi/Gassificazione (degradazione della biomassa in assenza o parziale presenza di ossigeno)
  • Ossidazione del carbone e dei gas combustibili

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Generalmente, per impianti a servizio di teleriscaldamenti, industrie o impianti di cogenerazione, la potenza termica delle caldaie a biomassa va da 1 MW a 13 MW.

L’impianto termico basato sulla combustione della biomassa si compone principalmente di queste componenti meccaniche:

  • Impianto di estrazione e trasporto del combustibile dal silo di stoccaggio alla camera di combustione tramite rastrelli, coclee o trasportatori a spintore o a catena.
  • Impianto di combustione (camera di combustione, inclusi i dispositivi per la movimentazioen interna del combustibile, ventilatori per l’apporto regolato del comburente, sistemi per la rimozione delle ceneri residue).
  • Sistema di recupero del calore dai fumi di scarico (corpo caldaia e eventuale economizzatore).
  • Impianto di estrazione, trattamento ed espulsione dal camino dei gas combusti

Questi sono gli elementi essenziali che compongono un impianto a biomassa. L’ampia gamma di generatori Viessmann permette di offrire soluzioni personalizzate, pensate e studiate per ogni singolo cliente, sulla base delle specifiche esigenze impiantistiche.

Quali sono le caratteristiche della biomassa?

La classificazione qualitativa dei biocombustibili solidi è definita a livello europeo dalla norma EN ISO 17225, la quale riporta una classificazione precisa del biocombustibile solido basata sulla provenienza, forma (pellet, cippato, bricchette, ecc…) e proprietà (contenuto idrico, contenuto ceneri, ecc…). Questa metodologia consente di definire in maniera inequivocabile le caratteristiche del prodotto, agevolando la stesura di contratti di fornitura del combustibile e definendo, sin dalla fase di progettazione, le caratteristiche del combustibile che si andrà ad utilizzare.

Riportiamo di seguito le più significative:

  • Denominazione e origine della biomassa legnosa: pellet o cippato derivante da piante intere, legno da esbosco, residui da taglio, residui della lavorazione del legno (non trattati chimicamente)

  • Pezzatura (P) secondo ISO 17827-1: da P16S a P300

  • Contenuto idrico (M) del combustibile: da 10% al 60% (massa acqua/massa totale legno umido)

  • Contenuto di cenere (A) del combustibile: da 1% fino a un massimo del 10%

Per quanto riguarda il cippato possiamo suddividerlo in 3 diverse tipologie:

  • Cippato A1: contenuto idrico inferiore al 25%, contenuto cenere inferiore al 1%. Valore indicativo di circa 120 €/t (IVA escl.)

  • Cippato A2: contenuto idrico inferiore al 35%, contenuto cenere inferiore al 1,5%. Valore indicativo di circa 85 €/t (IVA escl.)

  • Cippato B1 - B2: contenuto idrico fino al 60%, contenuto cenere inferiore al 3%. Valore indicativo di circa 55 €/t (IVA escl.)

Approvvigionamento, stoccaggio ed estrazione del Combustibile

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L’impianto a biomassa prevede sempre un sistema di stoccaggio per consentire il regolare funzionamento  continuativo del generatore per almeno 48 ore. La progettazione del deposito e la scelta del volume da dedicare allo stoccaggio del combustibile deve essere fatta tenendo in considerazione i consumi medi dell’impianto, la qualità della biomassa e il tipo di filiera di approvvigionamento del combustibile.

Queste sono solo alcune informazioni sulla biomassa. Vuoi saperne di più? Vuoi scoprire quanto le altre aziende hanno risparmiato sostituendo il vecchio impianto a gasolio con uno a biomassa? Scarica gratuitamente la "Guida per la Sopravvivenza Energetica delle Aziende”. Richiedi la tua copia in formato pdf per leggerla comodamente da PC, Smartphone e Tablet.

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Categorie: Biomassa

Francesco Tosi

Scritto da Francesco Tosi

Dopo aver conseguito una laurea in Ingegneria Civile, ha iniziato a lavorare presso Viessmann nell'ufficio tecnico, dando supporto e consulenza a progettisti ed installatori. Esperto in impianti a biomassa, oggi è responsabile di commessa per gli impianti con alimentazione automatica a cippato e pellet. Segue lo sviluppo di ogni impianto, dalla fase di studio preliminare fino all'installazione in cantiere e alla messa in funzione dell'impianto realizzato.